Qualche settimana fa ho iniziato seriamente a preparare il necessario per l'arrivo di Maia.
Abbiamo già praticamente buona parte delle cose più ingombranti e costose, prestate da familiari e amici o risalenti alla nascita di Lorenzo.
Per quanto riguarda i primi vestitini (body, tutine, coprifasce e ghettine, …) invece non avevo ancora nulla e quindi ho iniziato la ricerca: cose semplici, colori neutri, tessuti naturali senza stampe plasticose … che impresa! (e non mi dilungo sulla quantità di rosa che ho incontrato sul mio percorso...)
Online ho trovato vari negozi ma in nessuno sono riuscita a trovare tutto della taglia che mi serviva e avrei dovuto fare diversi ordini su diversi negozi. Ho così cominciato a girare nei negozi fisici della mia zona e … amara delusione! In alcuni non sapevano neppure esistesse il cotone biologico (“Ma che differenza c'è? Mica lo deve mangiare!”), in altri ho trovato solo pochi capi di taglie troppo grandi o di tessuti troppo pesanti (Maia nascerà a Maggio e io confido nel bel tempo!).
Alla fine ce l'ho fatta, con qualche compromesso, e l'essenziale per Maia è pronto.
Nel frattempo, per capirci qualcosa di più, ho cercato qualche informazione sulle certificazioni nel settore tessile. Le condivido con voi.
Il quadro è molto complesso, e questo mi era già chiaro da quando ho partecipato a un incontro all'interno del Convegno nazionale GAS 2010 sul tema “Progettazione di filiere solidali in ambito non-food a partire dal tessile” coordinato da Deborah Lucchetti. La questione di fondo è che nel settore tessile i passaggi sono molti e questi passaggi che avvengono spesso a livello globale. Riuscire a tracciare un prodotto tessile dalla materia prima al prodotto finito è spesso impresa titanica, soprattutto se oltre alle certificazioni su fibre e colori si cercano garanzie relative alla condizione dei lavoratori coinvolti nelle varie fasi del processo.
Nella mia ricerca sul campo mi sono imbattuta in capi con l'etichetta “Fiducia nel tessile”.
Ecco, la mania dell'etichetta mi appartiene dall'infanzia (quindi, ancor prima di guardare il prezzo di un vestito, lo rovescio e cerco l'etichetta: a volte che sorprese!) quindi sono tornata a casa e ho cercato in rete informazioni più chiare.
Sul sito Oeko-tex trovate varie informazioni e documenti. Essenzialmente si tratta di prodotti testati secondo l'Oeko-Tex® Standard 100 .
Ma cosa limita e cosa consente questo standard? I parametri li trovate qui e i valori ammessi differiscono a seconda della classe di prodotto (per esempio per i bebè sono più restrittivi).
Quindi i prodotti che presentano questa etichetta rispettano i valori indicati nella tabella e a mio parere è già un inizio, soprattutto se penso che questa etichetta inizia a diffondersi anche nella Gdo.
L'etichetta che invece non ho trovato nei negozi fisici che ho visitato è quella del GOTS (Global Organic Textile Standard), uno standard internazionale che analizza criteri ambientali e sociali relativi al prodotto tessile. Il GOTS considera due tipi di prodotti tessili: quelli prodotti con il 100% di materia prima biologica e quelli che hanno almeno il 70% di materia prima biologica. A partire da queste caratteristiche, il GOTS stabilisce dei criteri e dei parametri che riguardano la produzione delle materie prime, il processo di lavorazione e creazione de capo e le condizioni di lavoro. Per una panoramica generale dei criteri vi rimando a questa pagina , mentre il documento integrale lo trovate qui .
Sul sito trovate anche un utile database per cercare le aziende che hanno ottenuto questa certificazione.
mercoledì 16 marzo 2011
mercoledì 2 marzo 2011
Per non esserlo più
Un video denuncia forte e poetico dove traspare tutta la naturalezza con cui si abusa del corpo femminile. Per non abituarci. Per continuare a denunciare.
mercoledì 23 febbraio 2011
Un bellissimo libro per pance, neomamme e neonati
Tu
Figlia salita da strani reami
Ora ho capito come ti chiami
Ora è fiorito il tuo nome segreto
E nelle notti io te lo ripeto
Passano i giorni, passeri lenti
Più io ti chiamo, più lo diventi
E ora nessuno si sbaglierà più
Ora sei tu
Bruno Tognolini
"Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme" è un libro piccolo e prezioso.
Bruno Tognolini arriva con le sue bellissime filastrocche fino al cuore, accompagnato dai delicati disegni di Pia Valentis.
Ho avuto modo di assistere ad una conferenza di Tognolini sull'importanza della lettura ad alta voce ed devo dire che, oltre a scrivere stupende filastrocche, ha una notevole capacità di narrare storie ed episodi che incantano e fanno riflettere.
A me piacciono tantissimo anche "Mal di pancia calabrone" e "Rima rimani" (però ammetto che sono un'appassionata di filastrocche :-) e libri per bambini). Di "Rime di rabbia" ho letto solo alcune parti: da recuperare.
Figlia salita da strani reami
Ora ho capito come ti chiami
Ora è fiorito il tuo nome segreto
E nelle notti io te lo ripeto
Passano i giorni, passeri lenti
Più io ti chiamo, più lo diventi
E ora nessuno si sbaglierà più
Ora sei tu
Bruno Tognolini
"Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme" è un libro piccolo e prezioso.
Bruno Tognolini arriva con le sue bellissime filastrocche fino al cuore, accompagnato dai delicati disegni di Pia Valentis.
Ho avuto modo di assistere ad una conferenza di Tognolini sull'importanza della lettura ad alta voce ed devo dire che, oltre a scrivere stupende filastrocche, ha una notevole capacità di narrare storie ed episodi che incantano e fanno riflettere.
A me piacciono tantissimo anche "Mal di pancia calabrone" e "Rima rimani" (però ammetto che sono un'appassionata di filastrocche :-) e libri per bambini). Di "Rime di rabbia" ho letto solo alcune parti: da recuperare.
mercoledì 16 febbraio 2011
La pancia cresce
La pancia cresce e cresce Maia dentro la mia pancia :-)
Sono felice e stanca, i chili iniziano a sentirsi e il lavoro in giro nelle scuole con borse al seguito non aiuta ... Dovrei finire a inizio marzo,esaurendo il monte ore concordato: non vedo l'ora! Mi piace quello che faccio (tipologie contrattuali a parte) ma ho voglia di pensare a questa bimba che arriverà e preparare con calma le cose per lei. No, non siamo in alto mare, cosa avete capito ;-)
Latito dai blog ma ogni tanto passo a dare una sbirciatina (anche se di solito sono di corsa o stanca e non commento). Però ci sono, neh!
Sono felice e stanca, i chili iniziano a sentirsi e il lavoro in giro nelle scuole con borse al seguito non aiuta ... Dovrei finire a inizio marzo,esaurendo il monte ore concordato: non vedo l'ora! Mi piace quello che faccio (tipologie contrattuali a parte) ma ho voglia di pensare a questa bimba che arriverà e preparare con calma le cose per lei. No, non siamo in alto mare, cosa avete capito ;-)
Latito dai blog ma ogni tanto passo a dare una sbirciatina (anche se di solito sono di corsa o stanca e non commento). Però ci sono, neh!
mercoledì 1 dicembre 2010
Brrr, brrr, brividi!
Frrrr, frrrr, freddo gelo!
Naso e orecchie lividi.
Neve e ghiaccio giù dal cielo.
Brrr, brrr, brividi!
(B. Tognolini)
Eccola la prima nevicata che ricopre tutte le cose e vela il mondo di bianco.
Ho ricomincia a lavorare nelle scuole con i bambini stranieri sull'apprendimento dell'italiano. Attraverso peesini e paesotti e arrivo in scuole tanto diverse per forma e sostanza con la mia borsa sempre troppo pesante e la mia pancia che cresce piano piano.
Oggi però la neve mi regala un giorno per me, cosa rara in questa società che corre corre e ti ruba il tempo.
Un giorno per fare piccole cose con lentezza, guardando fuori: bianco...
... e penso a una canzone che mi piace tanto, nella sua semplicità:
Naso e orecchie lividi.
Neve e ghiaccio giù dal cielo.
Brrr, brrr, brividi!
(B. Tognolini)
Eccola la prima nevicata che ricopre tutte le cose e vela il mondo di bianco.
Ho ricomincia a lavorare nelle scuole con i bambini stranieri sull'apprendimento dell'italiano. Attraverso peesini e paesotti e arrivo in scuole tanto diverse per forma e sostanza con la mia borsa sempre troppo pesante e la mia pancia che cresce piano piano.
Oggi però la neve mi regala un giorno per me, cosa rara in questa società che corre corre e ti ruba il tempo.
Un giorno per fare piccole cose con lentezza, guardando fuori: bianco...
... e penso a una canzone che mi piace tanto, nella sua semplicità:
venerdì 12 novembre 2010
san Martino
Quest'anno, per la prima volta, abbiamo costruito le lanterne per san Martino. Come scrivevo in un commento in un post di Michela è da un po' di tempo che cresce in me il bisogno di creare un ritmo allo scorrere dei giorni (e degli anni!), di fissare con dei "rituali" alcuni momenti della nostra vita.
Quindi, in questo periodo di cambiamento, in cui sento l'autunno e il freddo in maniera poco amichevole e il pensiero è già rivolto al periodo di natale, costruire le lanterne e accenderle la sera mi ha riscaldato i pensieri e tranquillizzato.
Le lanterne ci accompagneranno fino a natale ( e magari oltre, vedremo...).
Per costruire quella con le stelle in controluce ho seguito passo passo le istruzioni trovate sul blog La pappa dolce. L'effetto è molto bello e le imperfezioni (tante)non si notano troppo.
Le altre due lanterne le ha costruite Lorenzo in autonomia, una con cartoncino e carta velina, l'altra con cartoncino e il mio vecchio punteruolo. Semplici ma belle e personalizzabili all'infinito.
Dimenticavo: nel post di Sabrina ho trovato tante informazioni su questa festa e tanti link.
sabato 30 ottobre 2010
Ricordi di viaggio
Questi sono solo alcuni scorci del nostro "viaggio di nozze": un viaggio di turismo responsabile in Marocco con guida italiana e accompagnatori locali, figlio al seguito e tanta voglia di immergerci in questo mondo.
Il viaggio è partito da Marrakech e si è poi spostato sulla costa atlantica, a Essaouira, proseguendo poi verso sud. Abbiamo visitato cooperative femminile, villaggi di pescatori e surfisti, canyon con vegetazione rigogliosa e oasi circondate da terra arida, per poi tornare a Marrakech attraverso un passo di montagna.
Un viaggio che ci ha dato tanto, che ci ha fatto toccare con mano la quotidianità delle persone che abbiamo incontrato: abbiamo dormito e mangiato nelle loro case, chiaccherato sorseggiando infiniti tè alla menta, loro ci hanno guidato alla scoperta dei luoghi che meglio conoscono.
In Italia siamo tornati un po' spaesati (anche le otto ore di ritardo del volo con deviazione a Barcellona hanno aiutato ... lo confesso) ma era soprattutto la quotidianità italiana a non sembrarci più così scontata: lo sciacquone in bagno, il materasso, acqua corrente in abbondanza e tantissime altre cose che utilizziamo senza pensarci, ci sembravano strane, quasi miracolose.
Sono molto felice che Lorenzo abbia condiviso questa esperienza con noi: dei tre è stato quello che si è adeguato prima e meglio ai ritmi di questo paese, ad altre abitudini ed è stata un gioia vederlo così, tranquillo e aperto verso gli altri. Altro che preoccupazioni prima della partenza!
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