Periodo di antichi rituali questo.
L'ultimo giovedì di gennaio nella zona dove viviamo (ma leggevo che è usanza diffusa soprattutto nel nord Italia), si brucia la Gibiana, un fantoccio di stracci che rappresenta il freddo dell'inverno. Ci si scalda attorno al falò, si mangia il risotto giallo con la salsiccia, le castagne bianche con il latte, vino caldo. I bambini cantano attorno al fuoco e picchiano vecchi coperchi con i cucchiai. Si raccontano storie di streghe cattive, bambine coraggiose e mamme furbe. Si cantano canzoni ritmate e ripetitive.
Poi i tre giorni della merla, 29-30 e 31 gennaio. La storia raccontata ogni anno, la voglia di stare al caldo, dentro casa, un pensiero in più agli uccellini fuori per cui lasciamo briciole e semini.
Oggi, la Candelora, con tutte le interpretazione romane, celtiche, cristiane. Qui c'è un bellissimo sole e una luce accecante, quindi (secondo la tradizione) il freddo dell'inverno durerà ancora a lungo... e io sono già in semi-letargo adesso!
Questa sera ci aspetta una zuppa semplice a lume di candela e una coperta per tre per scaldarci con qualche storia.
Buona luce!
martedì 2 febbraio 2010
mercoledì 27 gennaio 2010
Otto
Questa sera, otto anni fa, nasceva Lory e nascevo un po' anch'io.
Ripensarlo oggi e raccontarlo a lui mi ha fatto sorridere e pensare come alcuni particolari rimangano impressi vividi e indelebili... tipo il pigiama del papà!
Ebbene sì: quando è nato Lorenzo, il futuro padre era ricoverato in ospedale (nulla di grave) ed ha assistito al parto in pigiama e pantofole!
Quando l'ostetrica ha visto entrare in sala parto il suddetto tizio , mi ha guardato con aria interrogativa che, in seguito a spiegazione, si è tramutata in aria compassionevole ... :)
Per la cronaca: quadratini grigi ipnotici... una chicca!
Ripensarlo oggi e raccontarlo a lui mi ha fatto sorridere e pensare come alcuni particolari rimangano impressi vividi e indelebili... tipo il pigiama del papà!
Ebbene sì: quando è nato Lorenzo, il futuro padre era ricoverato in ospedale (nulla di grave) ed ha assistito al parto in pigiama e pantofole!
Quando l'ostetrica ha visto entrare in sala parto il suddetto tizio , mi ha guardato con aria interrogativa che, in seguito a spiegazione, si è tramutata in aria compassionevole ... :)
Per la cronaca: quadratini grigi ipnotici... una chicca!
domenica 10 gennaio 2010
Paure
Adesso forse dorme.
Abbiamo giocato insieme fino alle nove e poi a nanna. Ma alle dieci era ancora sveglio, fissando il soffitto, nella penombra della sua cameretta.
"Lory, tutto bene?"
"Non riesco a dormire... Ho paura della morte."
Tra pochi giorni compirà otto anni.
Lacrime. "Ho paura della morte perché poi non esisti più"
La morte l'ha incontrata la prima volta l'inverno passato, con un piccolo riccio che avevamo trovato congelato una fredda mattina. Quest'estate è morta mia nonna, anziana e malata da molto. Ha volte mi ha chiesto del nonno, mio papà, che è morto quando ero piccola.
Noi non siamo credenti. Crediamo nella vita, nei cicli della natura, forse nell'energia che ognuno di noi ha, in fondo, da qualche parte, più o meno nascosta.
Non raccontiamo di paradisi o inferni, di persone che ci vegliano da lassù.
"Cucciolo, anche noi abbiamo paura della morte. Ma l'unica cosa che possiamo fare per avere un pochino meno paura è vivere la nostra vita, ogni giorno con la gioia delle piccole cose e il coraggio di impegnarsi a scegliere ciò che si vuole." E mentre lo dicevo a lui, pensavo a me e alla paura che spesso ho di scegliere.
E poi abbiamo pensato ai pezzettini di ricordi ed emozioni che le persone che non ci sono più ci hanno lasciato e che custodiamo con amore.
Forse adesso dorme.
Un bacio cucciolo che cresci ogni giorno di più e che mi rendi migliore.
Abbiamo giocato insieme fino alle nove e poi a nanna. Ma alle dieci era ancora sveglio, fissando il soffitto, nella penombra della sua cameretta.
"Lory, tutto bene?"
"Non riesco a dormire... Ho paura della morte."
Tra pochi giorni compirà otto anni.
Lacrime. "Ho paura della morte perché poi non esisti più"
La morte l'ha incontrata la prima volta l'inverno passato, con un piccolo riccio che avevamo trovato congelato una fredda mattina. Quest'estate è morta mia nonna, anziana e malata da molto. Ha volte mi ha chiesto del nonno, mio papà, che è morto quando ero piccola.
Noi non siamo credenti. Crediamo nella vita, nei cicli della natura, forse nell'energia che ognuno di noi ha, in fondo, da qualche parte, più o meno nascosta.
Non raccontiamo di paradisi o inferni, di persone che ci vegliano da lassù.
"Cucciolo, anche noi abbiamo paura della morte. Ma l'unica cosa che possiamo fare per avere un pochino meno paura è vivere la nostra vita, ogni giorno con la gioia delle piccole cose e il coraggio di impegnarsi a scegliere ciò che si vuole." E mentre lo dicevo a lui, pensavo a me e alla paura che spesso ho di scegliere.
E poi abbiamo pensato ai pezzettini di ricordi ed emozioni che le persone che non ci sono più ci hanno lasciato e che custodiamo con amore.
Forse adesso dorme.
Un bacio cucciolo che cresci ogni giorno di più e che mi rendi migliore.
giovedì 31 dicembre 2009
Buon 2010
L'ANNO NUOVO
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.”
- Gianni Rodari -
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto, o metà e metà?
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.”
- Gianni Rodari -
mercoledì 23 dicembre 2009
Buone feste
Ho ricominciato a lavorare da inizio novembre. Da inizio novembre non scrivo più un post e leggo una parte infinitesimale dei blog che mi piacciono. Google reader trabocca. Prima o poi mi sommergerà.
Lavoro in sette scuole diverse. Con bambini dai 6 ai 15 anni. Bambini che vengono da ogni parte del mondo, o che sono nati in Italia da genitori che hanno un'altra nazionalità. Facilito l'apprendimento dell'italiano come lingua seconda. E scopro mille mondi diversi e unici. Lavoro il giusto. Ho già lavorato in questi contesti in passato e mi sono sempre fatta sopraffare. Dalla programmazione. Dai dubbi. Dalla ricerca della perfezione... che non c'è ;) Sono cresciuta. Lavoro il giusto. Mi diverto e mi sento bene.
Detto questo, in questo preciso momento sono nella terza fase di cottura delle scorzette di arancia di erbaviola, e finito di scrivere mi trasformerò in folletto operoso (dotata di aiutante folletto)per preparare i regali di natale.
Spero di riuscire a cambiare foto e layout del blog domani (utopia). In caso contrario, immaginate il melograno coperto da 30 centimetri abbondanti di neve, temperature che fino a ieri hanno sfiorato i -10 e la sottoscritta con almeno un paio di maglioni pesanti e lanosi alle prese con i fornelli.
Buone feste!
Lavoro in sette scuole diverse. Con bambini dai 6 ai 15 anni. Bambini che vengono da ogni parte del mondo, o che sono nati in Italia da genitori che hanno un'altra nazionalità. Facilito l'apprendimento dell'italiano come lingua seconda. E scopro mille mondi diversi e unici. Lavoro il giusto. Ho già lavorato in questi contesti in passato e mi sono sempre fatta sopraffare. Dalla programmazione. Dai dubbi. Dalla ricerca della perfezione... che non c'è ;) Sono cresciuta. Lavoro il giusto. Mi diverto e mi sento bene.
Detto questo, in questo preciso momento sono nella terza fase di cottura delle scorzette di arancia di erbaviola, e finito di scrivere mi trasformerò in folletto operoso (dotata di aiutante folletto)per preparare i regali di natale.
Spero di riuscire a cambiare foto e layout del blog domani (utopia). In caso contrario, immaginate il melograno coperto da 30 centimetri abbondanti di neve, temperature che fino a ieri hanno sfiorato i -10 e la sottoscritta con almeno un paio di maglioni pesanti e lanosi alle prese con i fornelli.
Buone feste!
mercoledì 28 ottobre 2009
Frutti dell'autunno
Quest'anno i melograni in giardino grondano frutti. Li regaliamo ad amici e conoscenti, per non sprecare questa gioia dell'autunno.

Ieri sera però Lorenzo mi ha aiutato a sgranarne quattro. Dopo aver risciacquato i chicchi, li abbiamo messi nello schiaccia patate per ottenere il succo: buonissimo.
C'è però un altro frutto di questa stagione che mi fa letteralmente impazzire: il caco. So che non a tutti piace per la sua consistenza ma io lo adoro. Non cerco neanche ricette perché mi piace così: piatto, cucchiaio e via. Mi carica con il suo colore e la sua dolcezza.

Le mele ci terranno compagnia buona parte dell'inverno. Per cominciare bene ieri mattina ho fatto una torta, semplicissima e leggerissima perchè senza burro. Tutto è iniziato un giorno che eravamo invitati dalla suocera a cena. Decido di fare una torta da portare, apro il frigorifero e ta-da: niente burro! Non avevo voglia di uscire apposta in macchina per andarlo a comprare e così ho cercato on line delle ricette che non necessitassero di questo ingrediente. Ho trovato diverse indicazioni e alla fine ho sperimentato una mia versione: "la torta con quello che hai in casa" (insomma, se non ho la ricotta avrò il burro!)
250 gr di ricotta
250 gr di zucchero
250 gr di farina
2 o 3 uova (l'ho provata in entrambe le versioni e viene comunque buona)
1 bustina di agente lievitante
ingredienti opzionali a scelta: per ora ho provato mele (a pezzetti), amaretti, nocciole, noci, ... (tritati) ma non c'è limite alla fantasia.
Infornare a forno caldo e cottura a 180° per 35 min. ca.

La foto ritrae una fetta scampata alle fauci divoratrici dei mie cari ... e mie :)
Oggi invece avevo voglia di lavorare il feltro. Ho preso la lana arancione e gialla, ho fatto uno schizzo, ritagliato il modello e via: acqua sapone e mani operose.

Con parecchie imperfezioni ma le prime scarpine mi piacciono assai :-)
Ieri sera però Lorenzo mi ha aiutato a sgranarne quattro. Dopo aver risciacquato i chicchi, li abbiamo messi nello schiaccia patate per ottenere il succo: buonissimo.
C'è però un altro frutto di questa stagione che mi fa letteralmente impazzire: il caco. So che non a tutti piace per la sua consistenza ma io lo adoro. Non cerco neanche ricette perché mi piace così: piatto, cucchiaio e via. Mi carica con il suo colore e la sua dolcezza.
Le mele ci terranno compagnia buona parte dell'inverno. Per cominciare bene ieri mattina ho fatto una torta, semplicissima e leggerissima perchè senza burro. Tutto è iniziato un giorno che eravamo invitati dalla suocera a cena. Decido di fare una torta da portare, apro il frigorifero e ta-da: niente burro! Non avevo voglia di uscire apposta in macchina per andarlo a comprare e così ho cercato on line delle ricette che non necessitassero di questo ingrediente. Ho trovato diverse indicazioni e alla fine ho sperimentato una mia versione: "la torta con quello che hai in casa" (insomma, se non ho la ricotta avrò il burro!)
250 gr di ricotta
250 gr di zucchero
250 gr di farina
2 o 3 uova (l'ho provata in entrambe le versioni e viene comunque buona)
1 bustina di agente lievitante
ingredienti opzionali a scelta: per ora ho provato mele (a pezzetti), amaretti, nocciole, noci, ... (tritati) ma non c'è limite alla fantasia.
Infornare a forno caldo e cottura a 180° per 35 min. ca.
La foto ritrae una fetta scampata alle fauci divoratrici dei mie cari ... e mie :)
Oggi invece avevo voglia di lavorare il feltro. Ho preso la lana arancione e gialla, ho fatto uno schizzo, ritagliato il modello e via: acqua sapone e mani operose.
Con parecchie imperfezioni ma le prime scarpine mi piacciono assai :-)
martedì 20 ottobre 2009
Anche l'orto oggi mi ha fatto un bellissimo regalo (qui si invecchia!): un bel mazzo di rapanelli, gioia per gli occhi e per il palato!

La mattina è trascorsa tra i fornelli, o meglio tra il forno e il piano di lavoro: una torta cioccolato e pere trovata tempo fa sul blog di vesnuccia e quattro infornate di baci di dama, ricetta di Comida, che non delude mai.
Prima teglia prima della cottura

Ultima teglia dopo la cottura

Tutto buonissimo (modesta, neh...)
Per quanto riguarda i lavori in feltro, ho ultimato e consegnato l'astuccio a mio nipote, che ha molto apprezzato.

La tracolla l'ho realizzata con la tecnica del feltro ad acqua e l'ho successivamente fissata con gli aghi da feltro.

Sempre con l'ago da feltro ho decorato il davanti, modellando la lana a forma di foglie e inserendo le venature.

Ma mi dispiaceva non portare nulla a mia nipote! Quindi ho improvvisato una borsetta senza cuciture.

Alcune parti sono risultate poco compatte: devo rimediare con l'ago da feltro.
La mattina è trascorsa tra i fornelli, o meglio tra il forno e il piano di lavoro: una torta cioccolato e pere trovata tempo fa sul blog di vesnuccia e quattro infornate di baci di dama, ricetta di Comida, che non delude mai.
Prima teglia prima della cottura
Ultima teglia dopo la cottura
Tutto buonissimo (modesta, neh...)
Per quanto riguarda i lavori in feltro, ho ultimato e consegnato l'astuccio a mio nipote, che ha molto apprezzato.
La tracolla l'ho realizzata con la tecnica del feltro ad acqua e l'ho successivamente fissata con gli aghi da feltro.
Sempre con l'ago da feltro ho decorato il davanti, modellando la lana a forma di foglie e inserendo le venature.
Ma mi dispiaceva non portare nulla a mia nipote! Quindi ho improvvisato una borsetta senza cuciture.
Alcune parti sono risultate poco compatte: devo rimediare con l'ago da feltro.
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